
Il Pesce in greco si dice IXTHYC (ichtùs). Disposte verticalmente, le lettere di questa parola formano un acròstico: Iesùs Christòs Theòu Uiòs Sotèr = Gesù Cristo Figlio di Dio Salvatore. il pesce, essendo un animale che vive sott’acqua senza annegare, simboleggiava il Cristo, che può entrare nella morte restando vivo.
La frase dell’acronimo, quasi completa, è pronunciata da Pietro prima che Gesù gli affidi la Chiesa: “Essendo giunto Gesù nella regione di Cesarèa di Filippo, chiese ai suoi discepoli: «La gente chi dice che sia il Figlio dell’uomo?». Risposero: «Alcuni Giovanni il Battista, altri Elia, altri Geremia o qualcuno dei profeti». 15 Disse loro: «Voi chi dite che io sia?». Rispose Simon Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù: «Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa.» (Mt 16,113-18)
L’associazione di Gesù con l’immagine di un pesce non è incongrua, visto il ruolo salvifico che un pesce svolge sia nel Libro di Giona sia nel Libro di Tobia. Nel Nuovo Testamento, poi, i pesci sono associati al pane nel racconto della moltiplicazione dei pani e dei pesci. Per questo motivo in alcune figurazioni del banchetto eucaristico dell’Ultima Cena, il pesce viene sostituito al pane proprio per ricordare che il pane eucaristico è Gesù stesso. Questa simbologia è visibile per esempio in un affresco all’interno delle catacombe di San Callisto.
Forse le comunità cristiane adottarono questo simbolo anche per rievocare il brano evangelico in cui Gesù si rivolge a Simone dicendogli «μή φοβού ἀπὸ τοῦ νῦν ἀνθρώπους ἔσῃ ζωγρῶν»: Non temere; d’ora in poi sarai pescatore di uomini (Lc 5, 10[6]).
Come rivela Agostino d’Ippona ne La città di Dio, inoltre, l’acronimo Ἰχθύς corrisponde a un testo greco, composto esattamente da 27 lettere, numero pari a 3 x 3 x 3 e simbolo del divino: Agostino scrisse che gli unici due numeri contabili nella realtà trascendente di Dio e del Paradiso, sono il numero 1 e il numero 3, perché relativi all’Unità e Trinità di Dio