A cura di Don Gabriel
Domenica 18-10-2026
VENTINOVE DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
«Rendete dunque a Cesare quello che è di Cesare e a Dio quello che è di Dio». Questa fu la risposta di Gesù alla domanda insidiosa che gli posero i farisei. Questa risposta di Gesù fu la meno attesa dai farisei. Cosa significa veramente questa affermazione di Gesù? A questa affermazione sono state date diverse interpretazioni e la maggior parte delle volte non corrette.
Alcuni hanno interpretato questa affermazione nel senso che la Chiesa o i suoi leader non dovrebbero interferire nelle questioni politiche o nella politica, e che anche lo Stato o il governo non dovrebbero interferire nelle questioni religiose. Dovrebbero rimanere separati.
Sarebbe errato intendere che questa affermazione di Gesù significhi che il mondo è diviso in due parti, una parte appartiene a Cesare e l’altra parte appartiene a Dio. Il mondo è uno e tutto appartiene a Dio, compreso Cesare stesso, il suo denaro e tutto ciò che possedeva, perché egli fu creato da Dio.
Ciò che Gesù vuole farci capire con questa sua risposta è che ci sono obblighi secolari ed obblighi religiosi, proprio come l’uomo per natura è un essere sociale e religioso, e deve adempiere a entrambi se vuole essere una persona felice. Non possiamo nasconderci dietro la scusa della religione e trascurare di adempiere ai nostri obblighi civili, ad esempio pagare le tasse, andare a votare alle elezioni e i nostri doveri verso la famiglia.
Inoltre, non possiamo usare il nostro coinvolgimento in affari secolari come scusa per trascurare i nostri doveri religiosi, ad esempio rifiutandoci di andare a Messa la domenica, di contribuire o sostenere la missione della Chiesa come facciamo oggi, o di partecipare ad altre attività religiose. Indipendentemente dalla situazione familiare, abbiamo il dovere di sostenere la Chiesa, perchè la nostra fede è nostra vita.
Carissimi, dovremmo fare del nostro meglio per adempiere ai nostri obblighi religiosi e sociali, e saremmo felici nella vita.
