Il pensiero della settimana

Un pensiero che ci accompagnera’ per tutta la settimana a cura di Don Gabriel Ikor:

Domenica 23 Agosto 2026

VENTUNESIMA DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Il Vangelo di oggi ci conduce a uno dei momenti più importanti del ministero di Gesù. Egli prende i suoi discepoli in disparte, lontano dalla folla, e pone loro una domanda profondamente personale: «Chi dice la gente che sia il Figlio dell’uomo?». I discepoli rispondono con le opinioni che hanno sentito: alcuni dicono Giovanni Battista, altri Elia, altri ancora Geremia o uno dei profeti.

Poi Gesù pone una seconda domanda, una domanda che trapassa l’opinione pubblica e arriva dritta al cuore: «Ma voi, chi dite che io sia?». Simone Pietro alza la voce: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». Questa confessione diventa il fondamento della Chiesa. Gesù dichiara beato Pietro perché questa verità non è stata scoperta solo dall’ingegno umano, ma è stata rivelata dal Padre. Poi Gesù pronuncia quelle famose parole: «Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa».
Il Vangelo di oggi invita ogni cristiano a rispondere alla stessa domanda. Non: “Chi dicono gli altri che sia Gesù?”, non: “Cosa pensa la società di Lui?”, e nemmeno: “Cosa mi hanno insegnato i miei genitori su di Lui?”. La domanda è personale:
” Chi è Gesù per me? ”
Tutto nella nostra vita spirituale dipende da come rispondiamo a questa domanda. Molte persone sanno qualcosa di Gesù. Sanno che era un grande maestro. Ammirano i suoi insegnamenti morali. Apprezzano la sua sollecitudine per i poveri. Alcuni lo considerano persino una figura storica straordinaria. Ma conoscere i fatti su Gesù non è la stessa cosa che conoscerlo personalmente. C’è una differenza tra leggere la biografia di qualcuno e avere una relazione viva con quella persona.